mercoledì 14 agosto 2013

"I pesci non chiudono gli occhi"- Erri De Luca

"Avevo raggiunto i dieci anni, un groviglio d'infanzia ammutolita. Dieci anni era traguardo solenne, per la prima volta si scriveva l'età con doppia cifra. L'infanzia smette ufficialmente quando si aggiunge il primo zero agli anni. Smette ma non succede niente, si sta dentro lo stesso corpo di marmocchio inceppato delle altre estati, rimescolato dentro e fermo fuori."


Il protagonista è un ragazzino di dieci anni, troppo grande per essere definito bambino ma troppo piccolo per essere adolescente. Questo ragazzino è molto maturo per la sua età e come molti suoi coetanei vorrebbe crescere in fretta. A casa sua, a Napoli, legge molto, perchè solo così riesce ad isolarsi dalle voci e dai rumori della città, mentre in vacanza passa il tempo a risolvere i cruciverba e i rebus, a nuotare a lungo sott'acqua e ad aiutare i pescatori dell'isola.
Sulla spiaggia dove va tutti i giorni con la madre nota una ragazzina del nord, che tra un bagno e l'altro legge in silenzio sotto l'ombrellone, senza lasciarsi distrarre dai bambini che giocano o dai potenti motoscafi. Proprio questo particolare incuriosisce il protagonista, che ben presto stringe una forte amicizia con la ragazzina, della quale a distanza di cinquant'anni non riesce a ricordare il nome; questo sentimento cresce sempre più, fino ad assomigliare a quell'amore che veniva letto nei libri come "un ingrediente delle storie, come ci stava bene un viaggio, un delitto, un'isola, una belva"

"Ti piace l'amore?" chiese guardando dritto di fronte, dove si alzava la fiancata di una barca colorata di bianco e di una striscia azzurra. 
"Prima di questa estate lo leggevo nei libri e non capivo perchè gli adulti si scaldavano tanto. Adesso lo so, fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate. Non so se piace a me, però ce l'ho e prima non c'era"
"Ce l'hai?"
"Si, mi sono accorto di avercelo. E' cominciato dalla mano, la prima volta che me l'hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito."
"Cose buffe dici. Sei innamorato di me?"
"Si dice così? E' cominciato dalla mano, che si è innamorata della tua. poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta, la sera che sei venuta in visita e mi hai toccato. Quando sei uscita dalla stanza stavo bene, mi sono alzato dal letto e il giorno dopo era a mare."
"Allora ti piace l'amore?"
"E' pericoloso. Ci scappano ferite e poi per la giustizia altre ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, e sotto lo rimescola. Non so se mi piace"


Questo libro è davvero bello, perchè non racconta solo di una storia d'amore tra due ragazzini (come questa recensione può erroneamente far credere), ma rappresenta un viaggio interiore dell'autore nel suo passato, nel ricordo di quell'estate molto importante nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza.

domenica 11 agosto 2013

"La signora delle camelie" - Alexandre Dumas




Buonasera :)
Stasera voglio parlarvi del libro "La signora delle camelie" di Alexandre Dumas, che ho acquistato nella versione da 99 centesimi della Newton Compton editori. 

Questo romanzo è ispirato ad un personaggio realmente esistito, Alphonsine Duplessis, una cortigiana molto famosa che fu anche l'amante dell'autore. Inoltre, questo romanzo è stato anche d'ispirazione per Giuseppe Verdi nella realizzazione dell'opera "La traviata", in cui la protagonista prende il nome di Violetta.


Narra la storia dell'amore di Armand Duval per la mantenuta Marguerite Gautier, soprannominata "la signora delle camelie". 

 "Ogni volta che c'era un nuovo spettacolo, si poteva esser certi d'incontrarcela, con tre piccoli oggetti che non la lasciavano mai, e che stavano sempre sul parapetto del suo palco di platea: l'occhialino, un sacchetto di dolci e un mazzetto di camelie. Per venticinque giorni al mese, le camelie erano bianche, e per cinque erano rosse: nessuno ha mai capito il motivo di quella varietà di colori [...] Nessuno aveva mai visto a Marguerite fiori che non fossero camelie. Ecco perchè da Madame Barjon, la sua fioraia, era stata soprannominata la Signora delle Camelie, e quel soprannome le era rimasto". 

Marguerite è una cortigiana bellissima, che era stata l'amante dei giovani più eleganti di Parigi. Armand, un giovane laureato in legge dalla rendita modesta, la incontra dopo che la ragazza era stata alle terme per curare la sua salute cagionevole a causa degli eccessi della vita mondana, e subito se ne innamora perdutamente. Lei lo accetta come suo amante e pian piano se ne innamora a sua volta, perchè Armand le dimostra una sensibilità mai dimostratale dai precedenti amanti.

"Mi sono data a te più presto che a qualsiasi altro uomo, te lo giuro; ma perchè? perchè, vedendomi sputar sangue, mi hai preso la mano, perchè hai pianto, perchè sei l'unico essere umano che abbia avuto compassione di me.

E Marguerite si innamora a tal punto di Armand che decide di abbandonare la sua vita dissoluta, di vendere i suoi averi per pagare i debiti e di trascorrere il resto della vita col suo amato. Ma in seguito alle preghiere del padre di Armand che teme per la reputazione sua e di suo figlio, lascia il giovane, il quale per vendicarsi diventa l'amante di un'altra cortigiana parigina. Questo dolore è troppo forte per Marguerite: la sua salute già cagionevole peggiora, e muore dopo poco senza aver salutato per l'ultima volta il suo Armand.


Questo libro è molto intenso, e son rimasta sorpresa piacevolmente dal fatto che per una volta una storia d'amore venga raccontata da un uomo profondamente innamorato!
Ho visto inoltre che sono stati prodotti diversi film ispirati a questo libro, e spero prima o poi di vederne almeno uno, anche se probabilmente come gli altri film tratti da libri non saranno all'altezza!!

Fatemi sapere se avete letto il libro o visto uno dei film, e ditemi cosa ne pensate :) 
A presto!!!! 




giovedì 8 agosto 2013

"La zattera di pietra" di Josè Saramago

Buonasera a tutti!! Finalmente, dopo tantiiiissimo tempo, son tornata a scrivere su questo blog :D
Per l’occasione, ho deciso di parlare del libro “La zattera di pietra” di Josè Saramago. Di Saramago ho già letto “Cecità” e, affascinata dalla modalità di scrittura di questo autore,  ho cercato qualche altro suo libro che potesse piacermi:  leggendo le diverse trame e recensioni su internet sono incappata ne “La zattera di pietra” e l’ho subito messo nella “black list” dei libri da comprare!!  
Due settimane fa finalmente l’ho acquistato approfittando del 25% di sconto sui libri Universale Economica Feltrinelli (che adoro!!) ed ora sono qui, a scrivervi! Dunque iniziamo ;)




"Quando Joana Carda segnò il suolo con il suo bastone d'olmo, tutti i cani di Cerbère cominciarono a latrare, seminando panico e terrore fra gli abitanti, visto che da tempi remoti si credeva che quando in quel luogo i canidi, che erano sempre stati muti, avessero cominciato a latrare, tutto l'universo sarebbe stato sul punto di estinguersi."

Quando i cani di Cerbère cominciarono a latrare, non si estinse l'universo, ma un altro avvenimento molto strano accadde: la penisola iberica si staccò dal resto dell' Europa, andando alla deriva nell'oceano Atlantico. Il motivo di tale viaggio sembrava sconosciuto alla schiera di scienziati, politici e giornalisti che indagavano sull'avvenimento, "Non si può muovere, eppur si muove" era l'unica spiegazione data alla popolazione iberica spaventata e ansiosa di conoscere la propria sorte.
Ma forse per coincidenza, o forse perchè "Quel che dev'essere dev'essere, e ha una gran forza, non gli si può resistere", mentre la prima crepa comparve sui Pirenei e i cani di Cerbère privi dalla nascita di corde vocali cominciarono a latrare, Joana Carda tracciò con un bastone d'olmetto una linea che non sparisce, Joaquim Sassa sollevò e gettò lontano in mare una pietra pesante quanto lui, Josè Anaico venne seguito da centinaia, migliaia di storni, Pedro Orce si alzò dalla sedia e da allora la terra iniziò a tremare incessantemente sotto i suoi piedi, Maria Guavaira scucì un calzerotto vecchio ritrovandosi una quantità di lana corrispondente alla lana di cento pecore.
Questi personaggi, riuniti dal cane Ardent-Costante e legati dalla consapevolezza che ciò che sta accadendo loro potrebbe ricollegarsi alle sorti della penisola ormai diventata una zattera di pietra in movimento sul mare, intraprenderanno un lungo viaggio non solo in terre spagnole e portoghesi, da sempre vicine e lontane allo stesso tempo , ma anche in loro stessi.

Alcuni passi di questo libro mi hanno fatto sentire come se stessi guardando al cinema un film apocalittico sulla fine del mondo, ma mi è piaciuto a tal punto che non vedevo l'ora di leggerlo per scoprire cosa sarebbe successo nonostante questo caldo sfiancante, perciò lo consiglio!
Spero che questo mio post vi abbia incuriosito! Buona lettura :)


martedì 28 febbraio 2012

"Il delfino" di Sergio Bambarèn

"Quando stai per rinunciare,
quando senti che la vita è stata
troppo dura con te,
ricordati chi sei.
Ricorda il tuo sogno:"


"Il delfino" è il primo romanzo dello scrittore australiano Sergio Bambarèn.
E' la storia di un delfino di nome Daniel Alexander Dolphin, che decide di lasciare la barriera corallina dove è nato e vissuto per inseguire il suo sogno: trovare l'onda perfetta. I suoi compagni non hanno più tempo per sognare, perchè "invece di pescare per vivere vivono per pescare", ma lui no, Daniel continua a cavalcare le onde e a sognare di scoprire cosa c'era al di là di quella laguna incontaminata che nessun'altro delfino del suo branco ha avuto il coraggio di lasciare.

"Arriva un momento nella vita
in cui non rimane altro da fare
che percorrere la propria strada fino in fondo.
Quello è il momento d'inseguire i propri sogni,
quello è il momento di prendere il largo,
forti delle proprie convinzioni."

Questo è quello che gli dice la voce del mare, che lo convice a partire in un lungo viaggio, nel quale Daniel incontra una megattera, un pesce sole, uno squalo e un vecchio delfino. Ma l'incontro più interessante è quello con l'uomo, la creatura della quale Daniel deve diffidare secondo la megattera ma che è capace anche di amare il mare e che proprio come lui ama cavalcare le onde. Alla fine il delfino riesce a trovare l'onda perfetta in una nuova barriera, ma decide di ritornare nella sua laguna natale per far sì che anche i suoi vecchi compagni possano imparare a seguire i loro sogni.

Un romanzo breve ma intenso che spinge tutti i lettori ad essere come Daniel, un sognatore che non vuole smettere di sognare!