Buonasera a tutti!! Finalmente, dopo tantiiiissimo tempo,
son tornata a scrivere su questo blog :D
Per l’occasione, ho deciso di
parlare del libro “La zattera di pietra” di Josè Saramago. Di Saramago ho già
letto “Cecità” e, affascinata dalla modalità di scrittura di questo
autore, ho cercato qualche altro suo
libro che potesse piacermi: leggendo le
diverse trame e recensioni su internet sono incappata ne “La zattera di pietra”
e l’ho subito messo nella “black list” dei libri da comprare!!
Due settimane fa finalmente l’ho acquistato
approfittando del 25% di sconto sui libri Universale Economica Feltrinelli (che
adoro!!) ed ora sono qui, a scrivervi! Dunque iniziamo ;)
"Quando Joana Carda segnò il suolo con il suo bastone d'olmo, tutti i cani di Cerbère cominciarono a latrare, seminando panico e terrore fra gli abitanti, visto che da tempi remoti si credeva che quando in quel luogo i canidi, che erano sempre stati muti, avessero cominciato a latrare, tutto l'universo sarebbe stato sul punto di estinguersi."
Quando i cani di Cerbère cominciarono a latrare, non si estinse l'universo, ma un altro avvenimento molto strano accadde: la penisola iberica si staccò dal resto dell' Europa, andando alla deriva nell'oceano Atlantico. Il motivo di tale viaggio sembrava sconosciuto alla schiera di scienziati, politici e giornalisti che indagavano sull'avvenimento, "Non si può muovere, eppur si muove" era l'unica spiegazione data alla popolazione iberica spaventata e ansiosa di conoscere la propria sorte.
Ma forse per coincidenza, o forse perchè "Quel che dev'essere dev'essere, e ha una gran forza, non gli si può resistere", mentre la prima crepa comparve sui Pirenei e i cani di Cerbère privi dalla nascita di corde vocali cominciarono a latrare, Joana Carda tracciò con un bastone d'olmetto una linea che non sparisce, Joaquim Sassa sollevò e gettò lontano in mare una pietra pesante quanto lui, Josè Anaico venne seguito da centinaia, migliaia di storni, Pedro Orce si alzò dalla sedia e da allora la terra iniziò a tremare incessantemente sotto i suoi piedi, Maria Guavaira scucì un calzerotto vecchio ritrovandosi una quantità di lana corrispondente alla lana di cento pecore.
Questi personaggi, riuniti dal cane Ardent-Costante e legati dalla consapevolezza che ciò che sta accadendo loro potrebbe ricollegarsi alle sorti della penisola ormai diventata una zattera di pietra in movimento sul mare, intraprenderanno un lungo viaggio non solo in terre spagnole e portoghesi, da sempre vicine e lontane allo stesso tempo , ma anche in loro stessi.
Alcuni passi di questo libro mi hanno fatto sentire come se stessi guardando al cinema un film apocalittico sulla fine del mondo, ma mi è piaciuto a tal punto che non vedevo l'ora di leggerlo per scoprire cosa sarebbe successo nonostante questo caldo sfiancante, perciò lo consiglio!
Spero che questo mio post vi abbia incuriosito! Buona lettura :)

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